Oltre 111mila tweet durante le quattro puntate

copertinaSi è conclusa l’edizione del #CocaColaSummerFestival, che ha eletto canzone dell’estate “Liar Liar” di Cris Cab, vincitore della puntata e del festival. Il bilancio globale delle serate, in onda su #Canale5 e condotta da Alessia Marcuzzi, Angelo Baiguini e Rudy Zerbi, conferma il successo non solo in Tv ma anche su Twitter. Durante le quattro puntate sono circa 19.400 gli utenti unici che hanno cinguettato producendo oltre 111.000 tweet e generando un  totale di 166.531.985 impression (calcolate moltiplicando il numero di tweet effettuati da un singolo utente per il numero dei suoi follower).

 

Nell’ultima serata sono stati inviati circa 19.000 tweet da 5.400 utenti unici che hanno generato quasi 45.ooo.ooo di impression.

PICCHI DI TWEET

Durante l’ultima serata è stata l’esibizione di Gabry Ponte a registrare il minuto di picco alle 22:22 con 203 tweet.  Il secondo picco dei tweet si è registrato alle 23:41 con 207 commenti con la performance del cantante napoletano Gigi D’alessio. Terzo picco alle 22:52 con 178 tweet durante l’esibizione di Bianca Atzei.

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Il momento di picco assoluto (con 358 tweet) dell’edizione si è comunque registrato durante la serata del 14 luglio alle 22:39, quando sul palco si è esibita la “Muchacha” Anna Tatangelo.

HASHTAG PIU’ POPOLARI

Tra gli hashtag più twittati nelle quattro serate #CocaColaSummerFestival e #DilloConUnaCanzone, tra le parole più utilizzate: canzone, stasera, festival.

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Di seguito la socialcloud con le parole chiave e gli hashtag più utilizzati nell’intera edizione.

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MAPPA DEI TWEET

A twittare durante le quattro serate soprattutto le grandi città come Milano, Napoli e Roma.
Di seguito la mappa dei tweet,  le zone evidenziate in rosso sono quelle dalle quali sono arrivati più messaggi.

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I TWEET PIU’ RETWITTATI

Il tweet più retwittato delle quattro serate riguarda il look della cantante salentina @MarroneEmma, seguito dal tweet inviato dal gruppo dei Dear Jack (@DearJackOf).

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UTENTI PIU’ POPOLARI

Ecco quali sono stati gli utenti più popolari, ossia quelli più citati nelle conversazioni degli utenti durante le quattro serate:

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UTENTI PIU’ ATTIVI

Ecco il grafico con gli utenti più attivi, ossia quelli che hanno inviato il maggior numero di Tweet durante le quattro serate:

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Dati: elaborazioni @social_mediaset su dati The Fool

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1 Commento a “Oltre 111mila tweet durante le quattro puntate”

  1. un futuro disoccupato scrive:

    MENTRE QUESTO SPLENDIDO SPETTACOLO DI MUSICA VENIVA TRASMESSO I TV Il 16 luglio 2014 Coca Cola ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 249 dipendenti, a cui vanno sommati gli esuberi derivanti dalla chiusura della struttura di Campogalliano (Mo).
    L’apertura di questa procedura è un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto sui dipendenti Coca Cola: lo stesso 16 luglio, alle quattro della mattina, le Organizzazioni Sindacali e la Direzione Coca Cola sottoscrivevano l’accordo integrativo di Gruppo, in cui oltre ad un premio totale di circa 6000 euro per il periodo
    2014-2016, si affermava che è intenzione dell’azienda consolidare l’occupazione nel nostro paese, ritenuto strategico dal Gruppo Coca Cola.
    Solo poche ore dopo, alle quattro del pomeriggio dello stesso 16 luglio, quelle affermazioni perdevano ogni senso e l’azienda dimostrava la sua schizofrenia: il nostro paese cessava di essere strategico e il consolidamento dell’occupazione diventava un miraggio, dal momento che il Gruppo Coca Cola comunicava l’intenzione di licenziare più di 300 dipendenti.E’ il terzo anno consecutivo che Coca Cola decide di ridimensionare gli organici, una cura dimagrante che ha causato la perdita del posto di lavoro a più di 1000 dipendenti: nel giro di pochi anni Coca Cola in Italia è passata da oltre 3000 dipendenti a poco più di 2000.Struttura produttiva, assistenza tecnica, sede amministrativa e ora struttura commerciale sono state fortemente ridimensionate, e non c’è alcun segnale che sia finita qui! E’ evidente che Coca Cola non considera più strategico il nostro paese, o quanto meno non ritiene più opportuno reinvestire in termini occupazionali una parte di quegli utili che ogni anno l’Italia garantisce al Gruppo di Atlanta. Nel 2013, pur in presenza di una situazione di crisi, la divisione italiana ha generato ben 70 milioni di euro di utili.
    Il ruolo dell’Italia è quindi quello di un bancomat, dove si passa soltanto a prelevare per fare occupazione in altri luoghi d’Europa, luoghi dove i diritti e i salari dei lavoratori sono nettamente inferiori a quelli italiani, francesi, spagnoli e tedeschi. E’ questa, ad esempio, la motivazione dichiarata dall’azienda a base del trasferimento delle attività amministrative dal nostro paese alla sede di Sofia; e poco importa che tale trasferimento non garantisca le efficienze della sede italiana; visto che Coca Cola è affezionata soltanto al risparmio in termini salariali, e non già alla buona occupazione.
    Pochi anni fa il Governo italiano decise di introdurre la famosa «tassa sulle bollicine». Coca Cola, con il sostegno fermo e convinto delle Organizzazioni Sindacali, persuase il Governo che l’introduzione di quella tassa avrebbe messo a rischio l’occupazione in Italia. Risultato finale: la tassa è stata ritirata ma l’occupazione è diminuita sensibilmente con un corrispondente aumento degli utili.Queste sono le forti argomentazioni sostenute da FAI-FLAI-UILA nell’incontro in Assolombarda del 25 luglio per respingere la procedura di mobilità, per convincere la Società a mettere in campo investimenti e strumenti alternativi ai licenziamenti, strumenti che potrebbero gestire efficacemente eventuali necessità riorganizzative della struttura di vendita.
    Le risposte della Direzione sono state a dir poco imbarazzanti, ed è apparso chiaro che il gruppo dirigente italiano – svolge un semplice ruolo di esecutore di decisioni assunte ad altri livelli, non essendo in grado di offrire alcuna garanzia sul futuro di Coca Cola in Italia.
    Come se tutto ciò non bastasse, la Direzione Coca Cola ha dichiarato l’indisponibilità a ritirare la procedura di licenziamento, limitandosi a qualche generico e fumoso impegno a ricercare strumenti non traumatici per gestire i licenziamenti, e facendo riferimento semplicemente ad esigenze di pragmatismo, irrispettose del destino di centinaia di lavoratrici e lavoratori.A fronte di queste dichiarazioni il Coordinamento Nazionale ha deciso una serie di iniziative, a partire dallo sciopero di 8 ore con presidio davanti alla sede di Milano di Assolombarda

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